On line e off line. Connessi e sconnessi. Parole chiave della contemporaneità che si fanno marcatori di destini personali. Segnalando i vincenti e i perdenti. I ricchi e i poveri di contatti sociali. Rapporti ridotti a misura del valore soggettivo, credendo di possedere senza essere posseduti. In realtà, a dispetto della tanto proclamata autosufficienza dell'io, l'esperienza è sovente scandita da interazioni crudeli, che segnalano all'individuo di essere la parte instabile di una relazione. E la sua metà, singolare o plurale, che egli pensa di dominare o addirittura di aver tolto, non finisce mai di farsi sentire, facendo male.
L'amore non corrisposto, il rifiuto subito a scuola, la stigmatizzazione perché fisicamente o psicologicamente "diversi", l'isolamento negli ambienti di lavoro, il venire trascurati dalla propria famiglia costituiscono infatti vicende dolorose che quasi tutti gli esseri umani, chi più chi meno, vivono nel corso dell'esistenza. Costringendoli a grandi sforzi, spesso avvilenti o alienanti, votati a riconquistare accettazione. Lotte cognitive, emotive e comportamentali che ruotano attorno al fenomeno dell'ostracismo, ossia l'essere esclusi, respinti e ignorati.
(Einaudi, Torino 2010)
Sommario:
I. La vita fai da te.
II. L'ostracismo nelle relazioni umane. III. Essere ignorati. IV. Essere respinti. V. Essere esclusi. VI. Diventare più buoni, o del servilismo sociale degli ostracizzati. VII: Diventare più cattivi: quando gli ostracizzati dicono "basta". Nota conclusiva. Indice dei nomi.

Parma 25 marzo 2011: Lezione Pubblica


Corso di Sociologia della Comunicazione - Corso di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi Prof. Sergio Manghi - Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Parma
Lezione pubblica sul tema:  La presunta autosufficienza dell’io nella società iperconnessa l’esperienza dell’essere ignorati, respinti, esclusi.
Venerdi 25 marzo, ore 15.00
Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi, Vicolo delle Asse, 5
La lezione si svolgerà in forma di seminario intorno al volume di Adriano Zamperini: L’ostracismo. Essere esclusi, respinti e ignorati, Einaudi, Torino, 2010
Ne discuteranno insieme all’Autore: Alessandro Bosi, Marco Deriu, Sergio Manghi, Docenti di discipline sociologiche - Facoltà di Lettere e Filosofia - Università di Parma

Torino 12 marzo 2011. Razzismo, pregiudizio etnico e xenofobia in Italia: prospettive teoriche e di ricerca empirica

A conclusione della ricerca dedicata a «Permanenza e metamorfosi delle forme del pregiudizio: antisemitismo e islamofobia dopo l’11 settembre» venerdì 11 e sabato 12 marzo 2011 si terrà a Torino il convegno internazionale su «Razzismo, pregiudizio etnico e xenofobia in Italia: prospettive teoriche e di ricerca empirica». 
Durante la prima sessione di sabato 12 marzo con Adriano Zamperini pareciperanno Chris Allen (Institute of Applied Social Studies, School of Social Policy, Birmingham), Enzo Campelli (Università la Sapienza Roma), Dario Padovan (Università di Torino).
L’accesso è libero e l’invito a parteciparvi è rivolto a tutti quanti siano interessati a discutere su questioni che sono di comune interesse oltre che di immediata attualità.

Piacenza: giovedì 17 febbraio 2011

Giovedì 17 febbraio 2011, ore 21, presso A.s.p. "Città di Piacenza" - Azienda Pubblica di Servizi alla Persona si terrà la presentazionedel libro: L'Ostracismo. Essere esclusi, respinti e ignorati di Adriano Zamperini
Con l'autore dialogheranno il giornalista e fotografo Roberto Cavalieri  e Giovanni Smerieri, psichiatra e psicoterapeuta, (Dipartimento Aziendale di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche - Azienda USL di Piacenza).

Lucca 12 febbraio 2011: "Relazioni umane e ostracismi quotidiani"

A conclusione del progetto Giovani e consumo promosso dalla Provincia di Lucca, Assessorato alle Politiche Sociali, Giovanili e Sport, in collaborazione con CesDop, Ce.I.S., Regione Toscana, enti e Aziende USL di Lucca e Versilia, si terrà il convegno "AttivaMente: la potenzialità dei giovani".
Con Adriano Zamperini (Università di Padova), interverranno Umberto Galimberti (Univ. Ca Foscari di  Venezia),  Pietro Barcellona (Università di Catania), Stefano Canali (SISSA di Trieste), Michele Marangi (Università di Torino).
Lucca dal 10 al 13 febbraio 2011.

Padova: presentazione "L'ostracismo"


Il Dipartimento di Sociologia dell'Università degli Studi di Padova,
all'interno delle iniziative del Dottorato in Scienze Sociali, organizza la presentazione del volume pubblicato da Einaudi "L'ostracismo. Essere esclusi, respinti e ignorati." Alla presenza dell'autore Adriano Zamperini, discuteranno Piero Amerio Prof. Emerito di Psicologia sociale dell'Università di Torino e Sergio Manghi Prof. Ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell'Università di Parma.
Giovedì 20 gennaio 2011 ore 15,30
Dipartimento di Sociologia - Via Cesarotti n.10/12 - Aula Seminari

Corriere del Veneto: "L'ostracismo secondo Zamperini"

Il libro
9 novembre 2010

"L'ostracismo secondo Zamperini"
L'amore non corrisposto, l'emarginazione a scuola, la diversità fisica, il mobbing nell'ambiente di lavoro, la distanza della famiglia di appartenenza, sono ferite che quasi tutti conoscono. La strada verso l'accettazione è lunga e travagliata, comporta lotte emotive e psicologiche che cozzano continuamente contro il sentirsi esclusi. E' un ostracismo che Adriano Zamperini indaga nel volume della nuova serie "Psicologia. Psicanalisi. Psichiatria", per la Piccola Biblioteca Einaudi. Il libro s'intitola appunto L'otracismo. Essere esclusi, respinti e ignorati (Einaudi, 238 pagine, 18 euro). Un'analisi approfondita che prende in esame i "connessi" e gli "sconnessi" nella vita, i vincenti e i perdenti, i ricchi e poveri. Adriano Zamperini è docente di Psicologia Sociale e Relazioni interpersonali alla Facoltà di Psicologia dell'Università di Padova. Per Einaudi  ha già pubblicato Psicologia dell'inerzia e della solidarietà, Psicologia sociale, Prigioni della mente, L'indifferenza.

Mente & Cervello: Come si precipita nella spirale dell'esclusione

 
N.72, ANNO VIII, DICEMBRE 2010

Ranieri Salvadorini
Con il suo ultimo libro, Adriano Zamperini, esperto di psicologia sociale, aggiunge un altro importante, originale e inedito tassello a quella grammatica delle relazioni interpersonali di cui sta costruendo l'impianto scientifico. Gli ostracizzati sono il punto di osservazione privilegiato dall'autore - il sentire del singolo è decisivo per decifrarne le aspettative - e mostrano come il meccanismo dell'esclusione sociale si inscriva nella soggettività di ciascuno. Gli esseri umani, spiega Zamperini, da un lato sono spinti da continue pressioni sociali a valorizzare se stessi fino al mito dell'autosufficienza (in gergo: individualizzazione dell'individuo) verso l'ideologia del self made man, dove self va inteso qui in senso psicologico, come autonoma costruzione del sé; dall'altro lato, pressioni opposte li richiamano a una vita iperconnessa e altamente relazionale. Secondo l'autore, l'ostracismo è il termometro di questa schizofrenia, amplificata dall'evolversi delle nuove possibilità tecnologiche. Oltre ai meccanismi di spettacolarizzazione tipici della società egocentrica, anche la cultura, insiste Zamperini, veicola messaggi patologici; dai manuali per "non essere esclusi dalle chat" a quelli per "essere notati da", l'idea sottotraccia è sempre la stessa: "Si vuol far credere di poter possedere gli altri senza esserne posseduti".
Essere esclusi mette a repentaglio autostima, appartenenza, senso del controllo e l'esigenza di una vita significativa. Insomma, ferisce. Su questi aspetti Zamperini si sofferma a lungo perché, spiega, gli individui sono sensibili a come vengono percepiti dagli altri, così da sintonizzarsi di continuo sulle loro reazioni e i loro umori. Ecco che le strategie che mettono in campo per gestire questa sofferenza sono le più disparate e l'autore ne costruisce una vera fenomenologia: dai bambini marginalizzati a scuola sino ai "respingimenti" degli emigranti, passando per le situazioni più ordinarie nei luoghi di lavoro, in famiglia, in Internet. Il libro è chiuso da un'impressionante disamina della strage di Columbine, quando gli "ostracizzati diventano cattivi", la deriva alternativa a quella del servilismo: quando gli esclusi sono pronti a tutto, pur di farsi accettare.